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ATTUALITA' 🏛️ Cultura

Il Salento che non molla, il Lecce ancora in Serie A: una storia che nessuno avrebbe osato scrivere

Quarta salvezza consecutiva, ventunesimo anno nella massima serie e una storia che nessuno avrebbe osato scrivere

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Il Salento che non molla, il Lecce ancora in Serie A: una storia che nessuno avrebbe osato scrivere

24 maggio 2025, ore 22:45: il Lecce ottiene la quarta salvezza di fila in Serie A, la sesta sotto la stessa guida di Saverio Sticchi Damiani, il ventunesimo anno nel massimo campionato italiano.

Chi conosce il Lecce calcistico sa quante volte questa città ha dovuto raccogliere i cocci di stagioni spezzate, di illusioni infrante, di promozioni celebrate e retrocessioni piante. Sa quanto pesi il sole di luglio sulle spalle di chi torna in Serie B, e quanto bruci la nebbia di novembre quando la classifica non sorride. Ecco perché oggi, in questo momento, bisogna fermarsi, respirare e ringraziare.

Saverio Sticchi Damiani. Un nome che a Lecce suona ormai come una promessa mantenuta. Avvocato, uomo di cultura, tifoso prima ancora che dirigente: è arrivato alla presidenza dell’U.S. Lecce nel 2017 con la Serie B appena conquistata e uno stadio semivuoto. Quello che ha costruito in questi anni è qualcosa che nessun presidente nella storia del club aveva mai realizzato, nessuno. È nella storia, e la storia ha già inciso il suo nome.

Non è stato facile, non è mai facile. Il Lecce non ha le casse del Nord, non ha bacini di utenza da metropoli, non ha sponsor che si disputano i diritti per anni. Eppure ogni estate, quando tutto sembrava traballare, la barca ha tenuto. Perché al timone c’era qualcuno che sapeva dove andava e non si è mai fatto prendere dal panico dei momenti difficili. Sticchi Damiani ha dimostrato che si può fare calcio serio, sostenibile, ambizioso anche da Lecce. Anzi: soprattutto da Lecce.

Saverio Sticchi Damiani

Il patrimonio di chi ha sacrificato prima

Quello che ha il Lecce oggi non è caduto dal cielo: è il frutto, amaro e prezioso, di anni di rinunce, di scelte scomode, di investimenti fatti guardando al futuro invece che all’applauso immediato. Il centro sportivo di proprietà è lì a testimoniarlo: una struttura d’eccellenza, moderna, funzionale, degna di un club di Serie A non per caso ma per vocazione: una casa vera, dove le squadre giovanili e la prima squadra condividono spazi all’altezza dei migliori standard nazionali.

E poi c’è il Via del Mare che diventerà, anzi, sta già diventando qualcosa di diverso. Dal prossimo campionato avrà una copertura integrale: un impianto finalmente degno della passione che ospita, capace di amplificare il boato di un tifo che non si è mai arreso: ogni anno, ogni promozione, ogni retrocessione ha riempito quella curva di storie.

C’è un dato che racconta meglio di qualsiasi analisi tattica la salute del Lecce: il record di abbonati si rinnova. Ogni anno, come se la città avesse deciso che questo posto è dove va a recuperare qualcosa di essenziale, un’appartenenza.

Non è scontato, non è scontato soprattutto nel Sud, dove il calcio a volte si insegue ma raramente si fidelizza con quei numeri. Il fatto che il Lecce rompa ogni anno il suo record di abbonamenti dice una cosa sola, con assoluta chiarezza: questo club è diventato un punto fermo nella vita di migliaia di persone.

Dunque: grazie. Grazie alla dirigenza che ha rinunciato a qualcosa per costruire qualcos’altro di solido. Grazie al presidente Sticchi Damiani, che ha trasformato una squadra di provincia in un progetto credibile e rispettato in tutta Italia. Grazie agli allenatori che hanno creduto nel lavoro oltre i risultati immediati. Grazie ai calciatori che hanno indossato quella maglia giallorossa sapendo che qui la pressione è reale anche se lo stadio non si chiama San Siro.

E grazie, soprattutto, ai tifosi. Quelli con l’abbonamento, quelli che seguono in trasferta, quelli che guardano da casa con il cuore in gola, quelli che non riescono ad andare ma ci pensano ugualmente. Siete voi il motivo per cui tutto questo ha senso, la ragione per cui si costruisce un centro sportivo invece di sperperare denaro in nomi altisonanti.

Il prossimo anno si torna di nuovo qui, con un nuovo record di abbonati da battere e che sicuramente verrà battuto, con la stessa fame di chi sa che niente è dovuto e tutto va guadagnato. Il Lecce sarà ancora lì, al ventiduesimo anno nella massima serie, a dimostrare che certi sogni, se li vuoi abbastanza e se lavori nel modo giusto, non smettono di diventare realtà.

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